OggettoVenafro, San Francesco
LuogoVenafro
TipologiaChiesa e complesso monastico annesso (trasformato)
Nome attualeSanta Maria Assunta
Immagine
Nomi antichi
Cronologia

1330 data incisa su una delle campane della chiesa

1448 erezione in chiesa dell'altare della confraternita di Sant'Antonio

1516 il giureconsulto Giovanni De Amicis ottiene la concessione per una cappella in cambio di una donazione

1643 trasferimento della confraternita di Sant'Antonio da Padova nella chiesa dell'Annunziata

1732 riconsacrazione della chiesa

Autore
Committente
Famiglie e persone
Descrizione

La chiesa initolata alla Madonna Assunta, con il monastero, oggi radicalmente trasformato, sorge in un'area baricentrica tra il centro cittadino con il castello e la cattedrale, all'interno sempre del tracciato romano ma in un'area periferica del centro storico. L'edificio, gravemente danneggiato dal sisma del 1805, è frutto del restauro successivo ma la costruzione si presentava già in forme settecentesche, come rivela la forma della facciata con il notevole portale con l'Assunta e l'assetto e la decorazione dell'interno. Della conformazione originaria conserva la pianta a navata unica e con cappelle sfondate e il coro a pianta quadrata. Nella sacrestia, la tomba di Giovanni De Amicis e un tabernacolo cinquecentesco. Sul fianco destro, inglobato nelle strutture del convento, spunta il campanile tre-quattrocentesco con monofore e cuspide.

Iscrizioni
Stemmi o emblemi araldici
Elementi antichi di reimpiego
Opere d'arte medievali e moderne

Tabernacolo eucaristico (sec. XVI)

Tomba di Giovanni De Amicis (secondo quarto sec. XVI)

Storia e trasformazioni

Il convento francescano cittadino, dedicato all'Assunta, sorge in un'area periferica del centro cittadino lungo la strada che conduce alla cattedrale e doveva essere il perno dell'intera area su cui insiste. Di fondazione probabilmente trecentesca, ha subito radicali trasformazioni nel tempo come dimostra la chiesa settecentesche nelle forme e restaurata a fine 800 dopo un lungo abbandono in seguito al sisma del 1805. All'interno, nel 1516 fu eretta la cappella De Amicis ottenuta dal giureconsulto Giovanni in seguito ad una donazione fondiaria e dove, dopo il 1522, fu sepolto in una tomba con la figura del giacente (andata perduta), già rimossa e trasferita nel chiostro nel corso del Seicento (oggi solo la lastra è murata in sacrestia). Agli inizi del Seicento l'area fu modificata con l'abbattimento dell'ospedale dell'Annunziata e della Confraternita di Sant'Antonio (fondata presso la chiesa nel 1448 si era trasferita in una chiesa autonoma edificata presso il convento) per rettificare e rendere più agevole la strada di collegamento del centro con la cattedrale.

Note
Fonti iconografiche
Piante e rilievi
Fonti/Documenti
Bibliografia

Capini 1996: Stefania Capini (a cura di), Venafro, Isernia 1996

Cotugno 1824: Memorie istoriche di Venafro, compilate da Gabriele Cotugno..., Napoli 1824

Diebner 1979: S. Diebner, Aesemia-Venafrum. Untersuchungen zu den römischen Steindenkmälern zweier Landstädte Mittelitaliens, Roma 1979

Gambardella 2001: Carmine Gambardella, Ecogeometria in Venafro: identità e trasparenze, Napoli 2001

Garrucci 1874: Raffaele Garrucci, Venafro illustrata coll'aiuto delle lapidi antiche, Roma 1874

Lucenteforte 1877-79: Francesco Lucenteforte,Monografia fisico-economico-morale di Venafro, voll. 2, Cassino 1877-79

Monachetti 1706: G. A. Monachetti, Memorie istoriche della città di Venafro, ms. Bibl. Naz. Napoli, X.C.78

Morra 2000: Gennaro Morra, Storia di Venafro dalle origini alla fine del medioevo, Montecassino 2000

Salzillo 1878: T. Salzillo, Storia civile dell'antica città di Venafro, Isernia 1878

Sannicola 1847: Giovanni Sannicola, Poche parole sulla città di Venafro, Napoli 1845

Valente 1979: Franco Valente, Venafro. Origini e crescita di una città, Campobasso 1979

Valla 1687: L. Valla, Historia della città di Venafro, 1687 circa, ms. Bibl. Naz. Napoli, X.C.77 (edizione a cura di Ferdinando Del Prete di Belmonte, Storia di Venafro scritta nel 1687, Napoli 1905)

Link esterni
SchedatoreAntonio Milone
Data di compilazione17/04/2016 19:54:22
Data ultima revisione02/01/2019 16:39:00
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